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Trattati internazionali di non proliferazione

 

L’attività di contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e, entro certi limiti, di quelle convenzionali, costituisce attualmente il principale presupposto a base della collaborazione internazionale nel settore del controllo delle esportazioni di beni strategici o di particolare sensibilità.

In tale contesto, si è soliti fare riferimento al termine Regime (ovviamente non nel significato di sistema che conferisce autorità), per indicare il complesso della collaborazione organizzata e stabile esistente all’interno di una comunità (in questo caso di Stati), che condivide obiettivi, aspettative ed intese in un determinato settore.

Per il raggiungimento di finalità specifiche, ad esempio, nel campo della non proliferazione, una comunità di Stati con eguali interessi può sviluppare intese, norme e regolamentazioni, così come strutture organizzative e strumenti di attuazione e verifica, il cui complesso è appunto definito Regime.

I Regimi di non proliferazione o di controllo delle esportazioni (nel caso si voglia porre l’accento su uno dei principali strumenti di contrasto a tale fenomeno) possono essere basati su veri e propri trattati internazionali, come è il caso della Convenzione sulle armi chimiche, della Convenzione sulle armi batteriologiche o del Trattato di non proliferazione nucleare o su accordi informali di consultazione, come il Gruppo Australia, il Missile Technology Control Regime,  il Nuclear Supplier Group ed il Wassenaar Arrangement.

Questi ultimi presentano forme di cooperazione internazionale di tipo più primitivo, se comparati con quelli di tipo formale basati sui trattati, come la NATO, l’Organizzazione per il Commercio Mondiale (WTO) e le Nazioni Unite e risultano contraddistinti da alcuni significativi aspetti.

In primo luogo, essi esistono separatamente, se non indipendentemente, dai Regimi basati su trattati.

L’adozione, ad esempio, su base nazionale delle obbligazioni discendenti da trattati e convenzioni, quali il Trattato di non proliferazione nucleare o le Convenzioni sulle armi chimiche o batteriologiche presuppone che gli Stati esercitino effettivamente il controllo sulle esportazioni di beni, servizi e tecnologie sensibili ai fini della non proliferazione nel settore nucleare e chimico-biologico.

In questo caso, i trattati e le convenzioni in parola rendono espliciti i principi e le norme in base ai quali operano gli stessi Nuclear Supplier Group e Gruppo Australia, fornendo, nel contempo, legittimità alle attività di controllo delle esportazioni condotte nei due settori.

Nel caso, viceversa, dei settori della proliferazione missilistica e dei sistemi d’arma convenzionali avanzati e delle connesse tecnologie duali, non esiste alcuna norma universale fondata su trattati e i rispettivi Regimi Missile Technology Control Regime e Wassenaar Arrangement, pur se affrancati nelle loro competenze dalla maggior parte delle limitazioni discendenti dai trattati, in mancanza di norme di tipo quasi universale, vedono ridotte esclusivamente la loro attrattiva e legittimità, senza peraltro presentare una diminuita efficacia sul piano dei risultati raggiungibili rispetto ai citati N.S.G. e G.A..

In secondo luogo, essi funzionano interamente sulla base della discrezionalità nazionale.

Gli accordi sul controllo delle esportazioni, infatti, di per sé non approvano, né negano alcuna autorizzazione. Essi non mettono al bando esplicitamente paesi o progetti, né prevedono congiunte sanzioni per le violazioni.

L’attuazione e l’interpretazione dei controlli delle esportazioni rimangono nella esclusiva competenza di ciascuno Stato membro, che esercita il proprio sistema di controllo autonomamente.

Nella sostanza, perciò, l’efficacia di ogni sistema multilaterale basato sulla discrezionalità nazionale, rimane una funzione dell’estensione dell’armonizzazione degli interessi, delle politiche e delle prassi di controllo delle esportazioni tra sistemi aderenti e compatibili.

In terzo luogo, essi dispongono, se non addirittura ne sono privi, di strutture organizzative di tipo segretariale, con pochissima o senza autorità o responsabilità, oltre l’organizzazione degli incontri e lo scambio di informazioni.

Mentre, ad esempio, il Wassenaar ha una presidenza con un organico di circa una dozzina di persone ubicate a Vienna, gli altri accordi si affidano alle rappresentanze diplomatiche del Giappone, dell’Australia e della Francia, che fungono da punto di contatto, rispettivamente, per il N.S.G., l’A.G. e il M.T.C.R..

In effetti, ciò sta a significare che la leadership in questa area deve provenire individualmente dai rappresentanti dei Governi e non dai componenti di una struttura meno caratterizzata nazionalmente.

La non esistenza di un Segretariato, o la sua mancanza di poteri, rende inoltre difficile per i paesi membri poter far derivare eventuali potenziali benefici da istituzioni indipendenti, quali arbitrati neutrali, per la risoluzione di posizioni contrapposte o, fonti non di parte, per ricerche e informazioni d’intelligence.

In questi casi, i paesi membri perdono utili opportunità di miglioramento delle proprie attività di coordinazione, in quanto costretti a fare affidamento su forme bilaterali di abilità politica, ove spesso il potente ignora il debole e la coordinazione sui controlli risulta ingabbiata in una moltitudine di altre tematiche.

 

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Sito Nazioni Unite  

 

Weapons of Mass Destruction

 

Multilateral Arms Regulation and Disarmament Agreements

 

 

 

Gli accordi internazionali nel settore delle armi convenzionali