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L’indirizzo politico
Le esportazioni di materiali strategici
coinvolgono, come evidente, non
solo motivazioni d’ordine economico, ma anzi e soprattutto considerazioni di carattere politico che attengono agli interessi di
sicurezza nazionale e agli impegni di rispetto delle intese internazionali
sottoscritte.
In tale
quadro, risulta indispensabile che la
politica
esportativa
nel settore venga a determinarsi in stretta relazione con i mutamenti della
scena politica internazionale e tenga conto dell’emergere di nuove minacce e
delle correlate azioni di contrasto.
Pertanto
sono in genere previsti, a livello nazionale, degli strumenti normativi che
consentono la formazione, nel modo più adeguato possibile, di
precisi
indirizzi politici e comportamentali
da adottare nel processo valutativo di singoli casi.
Tali strumenti individuano, da un lato,
le strutture organizzative di riferimento e
dall’altro, le modalità di consultazione più appropriate, non solo
di natura intergovernativa (Ministeri, enti, agenzie), ma anche con attori
non istituzionali (quali
rappresentanze del mondo produttivo o enti di ricerca), al fine di valutare
e bilanciare compiutamente i vari interessi in gioco.
Tali
indirizzi, oltre a conformarsi ovviamente agli impegni internazionali
assunti nel settore (ad esempio, quelli discendenti dalla partecipazione ai
vari regimi di non proliferazione), tengono conto dei molteplici
aspetti coinvolti, spesso in antitesi tra loro, ma comunque rilevanti ai
fini di salvaguardia dei complessivi interessi nazionali.
Si
pensi ad esempio alla necessità di assicurare livelli di autosufficienza
produttiva in determinati settori della difesa o del comparto dell’alta
tecnologia, tali da rendere necessario il mantenimento di aspetti di
competitività nel settore oppure all’opportunità di utilizzare lo strumento
esportativo delle armi o di tecnologie avanzate per il raggiungimento di determinati
obiettivi di politica estera ovvero per l’ottenimento di risorse economiche
necessarie per lo sviluppo del paese.

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