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                                                                        La gestione del rischio

 

         La gestione del rischio nel settore dell’export strategico è spesso associata al termine anglosassone intelligence, che, benché spesso riferito ad una particolare tipologia d’informazioni acquisite con modalità “non ortodosse” e di provenienza per lo più dei Servizi di informazione, definisce in realtà più correttamente una metodologia di processamento e valutazione delle informazioni. 

Con la parola intelligence deve intendersi il prodotto finale di un processo di più fasi, costituite dalla raccolta, valutazione, collazione, analisi ed interpretazione delle informazioni, mediante le quali le stesse assumono una diversa configurazione qualificativa che le rende idonee ad essere utilizzate dagli organi decisionali a supporto delle proprie determinazioni.

Costituisce in pratica un valore aggiunto discendente dalla raccolta e processamento valutativo di tutte le informazioni rilevanti, immediatamente e potenzialmente significative all’assunzione delle decisioni.

Quale ricerca applicata, prodotta allo scopo di incrementare il quadro di certezze riferito all’ambito operativo dell’organo decisionale, il prodotto intelligence direttamente supporta il momento decisionale, sia di politica applicativa, sia operazionale, e dal momento che incrementa la conoscenza degli ambienti di riferimento con i quali si confrontano gli organi decisionali aumenta anche la probabilità della correttezza delle scelte assunte.

Il prodotto ed il processo intelligence, che ai fini che qui più interessano assumono un significato di sostanziale unitarietà, risultano di particolare importanza nel momento valutativo e decisionale proprio di un sistema di controllo delle esportazioni di materiali sensibili che, come precisato, risponde prevalentemente a considerazioni di carattere politico attinenti l’ampio quadro di sicurezza nazionale.

Tutte le informazioni derivanti dal quadro intelligence possono essere idealmente riferite ad un contenitore (in inglese information pool), alimentato principalmente da differenti tipologie di notizie, che le autorità preposte, sia al controllo doganale, sia al rilascio delle autorizzazioni, acquisiscono, generano e conservano nell’espletamento delle loro attività.

Tali informazioni possono includere elementi detenuti o creati durante i normali procedimenti istruttori, così come specifici prodotti di natura intelligence, nonché notizie ottenute da altre autorità ed agenzie coinvolte anch’esse nell’attività di controllo ovvero reperite tramite altre fonti di natura aperta, quali, ad esempio, Internet.

All’alimentazione poi di tale information pool possono concorrere una svariata pluralità di soggetti, quali, ad esempio, strutture di enforcement nazionale e di altri paesi, agenzie e organizzazioni preposte al controllo doganale e al rilascio delle autorizzazioni, società commerciali ed aziende industriali, nonché ovviamente agenzie ed organismi di informazione e sicurezza. 

Il prodotto intelligence, che trova un più diretto utilizzo da parte delle autorità preposte, sia ai controlli doganali, sia al rilascio delle autorizzazioni, nelle varie fasi del rispettivo processo decisionale, contribuisce a fornire un quadro di riferimento più chiaro alle valutazioni relative alle intenzioni e capacità di gruppi e soggetti di frodare o tentare di evadere il sistema di controllo delle esportazioni.

In pratica, tale prodotto, fornendo supporto ed adeguate conoscenze ai responsabili del momento decisionale, conduce ad un’efficace e redditizia allocazione delle risorse, al fine di massimizzare la prevenzione e la scoperta di frodi ed elusioni del sistema di controllo dell’export.  

In tale ambito, un ruolo fondamentale di acquisizione e reperimento di informazioni di natura intelligence è rivestito anche da Sessioni specializzate di scambio informativo costituite nel contesto dei Regimi di non proliferazione, volte, da una parte, ad armonizzare e standardizzare i sistemi nazionali di controllo delle esportazioni di materiale sensibile dei vari paesi partecipanti e, dall’altra, ad evitare che i trasferimenti di tali beni possano essere utilizzati in programmi di sviluppo e produzione di armi di distruzione di massa.

Il prodotto intelligence disponibile costituisce, in sostanza, il necessario presupposto per la gestione del rischio potenzialmente insito nelle esportazioni di beni sottoposti a controllo.

Tale gestione del rischio, che non può prescindere da una cultura d’insieme dei fenomeni correlati, da adeguati processi valutativi ed idonee strutture di contrasto, richiede la conoscenza di precisi indicatori di rischio e delle potenziali falle insite nel sistema di controllo delle esportazioni.

In tale contesto, il rischio deve essere inteso come il prodotto di due fattori: probabilità ed effetto; il primo, da riferire alla possibilità che un evento indesiderato si verifichi, il secondo, alla gravità delle conseguenze che lo stesso è in grado di determinare.

Sia nel caso aumentino le probabilità d’accadimento, sia nel caso le conseguenze vengano percepite come di maggiore gravità, il rischio atteso assume aspetti di più rilevante dimensione, anche se, è bene precisarlo, nello specifico settore l’aspetto di rischio connesso con le conseguenze e gli effetti attesi di natura indesiderata rimane fortemente condizionato dalle priorità e predeterminazioni di natura politica assunte a livello nazionale da parte di ciascun paese.

Viceversa, la probabilità d’accadimento è una variabile maggiormente dinamica, strettamente legata alle due componenti di intenzionalità e capacità di realizzazione del fatto illecito.

Pertanto, la prima va intesa come l’espressione di un giudizio sull’effettiva volontà del possibile trasgressore di condurre a termine le azioni necessarie per il completamento del progetto illegale, la seconda come la reale abilità, basata su sufficienti conoscenze ed accessi alle necessarie risorse, che un gruppo o singoli soggetti possiedono per il conseguimento dell’esportazione illecita.

In tal senso, quanto più ampie appaiono la volontà e la capacità riferibili a tali soggetti, tanto più probabili si presentano le possibilità di successo.

 

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