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Funzionamento ed organizzazione del NSG   

 

Il NSG, come tutti i Regimi di non proliferazione, funziona sulla base del consenso; pertanto la responsabilità  di tutte le attività spetta agli Stati membri che si riuniscono una volta l’anno in Sessione Plenaria.

La presidenza, a rotazione, ha la responsabilità complessiva del coordinamento dei lavori e delle attività esterne.

La Plenaria, che costituisce l’organismo di governo e decisionale del NSG, può disporre la costituzione di gruppi di lavoro tecnici su materie, come la revisione delle guidelines, degli Annessi, degli accordi procedurali sullo scambio di informazioni e sulle attività concernenti la trasparenza.

La Plenaria, inoltre, può dare mandato al Presidente di condurre attività esterne nei confronti di specifici paesi, al fine di promuovere l’adesione alle linee guida del Regime.

L’agenda della Plenaria concerne in genere le relazioni dei Gruppi di lavoro  in corso o che abbiano concluso le loro attività nella precedente sessione, così come le relazioni del Presidente uscente sulle iniziative di promozione esterna (outreach).

Ulteriore spazio è anche destinato alla revisione delle liste dei materiali d’interesse, in linea con gli sviluppi tecnologici e le tendenze evolutive in tema di proliferazione nucleare.

Oltre alla Plenaria, il NSG dispone di altre due istituzioni permanenti che relazionano alla stessa Plenaria: il Consultative Group e l’Information Exchange Meeting (IEM), entrambi con presidenza a rotazione annuale.

Il primo è l’organismo di lavoro intersessionale del Regime, che si riunisce almeno una volta l’anno ed è incaricato dell’esame e dell’approfondimento di tutte le questioni connesse con l’attuazione delle Parti I e II delle linee guida e di ogni altra tematica che la Plenaria ritenga di dovergli affidare.

Il secondo, che precede immediatamente prima la Plenaria, costituisce l’ambito più appropriato, per tutti i paesi membri, di condivisione delle informazioni, anche di natura intelligence, acquisite sui rischi di proliferazione e di diversione d’uso associati con i trasferimenti dei prodotti sottoposti a controllo dal Regime.

Per facilitare un efficace funzionamento del NSG, è stato inoltre creato un punto di contatto (POC) che il Giappone ha acconsentito di ospitare, per un periodo indeterminato, presso la propria Missione Permanente alle Organizzazioni Internazionali in Vienna.

Tale Punto di Contatto, che esercita sostanzialmente una funzione pratica di supporto, riceve e distribuisce i documenti NSG, notifica la programmazione degli incontri e fornisce assistenza ai Presidenti della Plenaria, del Consultative Group, dell’Information Exchange Meeting e dei vari Gruppi di lavoro costituiti dalla Plenaria stessa.

I paesi membri del NSG rivisitano con cadenza periodica le guidelines ed i relativi Annessi, i cui emendamenti concordati (riguardanti in genere aggiunte, cancellazioni o modifiche) vengono comunicati all’AIEA per l’opportuna diffusione.

Le guidelines del NSG sono attuate da ciascun paese membro secondo la propria legislazione e pratica nazionale e, conseguentemente, le decisioni sulle loro modalità applicative nei confronti delle esportazioni sono assunte individualmente, sulla base dei singoli requisiti nazionali previsti per il rilascio delle relative autorizzazioni. 

Tale prerogativa, che costituisce un irrinunciabile diritto di tutti gli Stati di assumere autonomamente le decisioni concernenti il procedimento autorizzativo in qualsiasi ambito dell’attività commerciale, trova diretto riferimento anche nel testo dell’art. III, comma 2 del TNP, che attribuisce a ciascun Stato partecipante la responsabilità, esclusivamente nazionale, di esercitare propri controlli sulle esportazioni.

A tale riguardo, particolare importanza assume lo scambio di informazioni nella parte in cui è finalizzato all’esame dei vari aspetti di proliferazione nucleare e della loro possibile ricaduta sulla politica nazionale di controllo dell’export e sull’efficace sua messa in pratica.

E’ comunque importante rilevare che il NSG, come tutti i Regimi di controllo, non dispone di meccanismi atti a limitare eventuali forniture o a coordinare la sottoscrizione di accordi commerciali e non prende decisioni, come gruppo, sulle varie richieste di autorizzazione avanzate.

 

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