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L'Agenzia internazionale per l'energia atomica
L’AIEA (in inglese IAEA - International Atomic Energy Agency) nasce nell’ambito delle organizzazioni ONU nel 1957, quattro anni dopo la proposta del Presidente americano Eisenhower di creare un’agenzia internazionale con il compito di promuovere l’uso pacifico dell’energia atomica e di assicurare, nei limiti del possibile, che la diffusione della relativa tecnologia non favorisca lo sviluppo di progetti militari. Per il raggiungimento di questo secondo obiettivo di prevenzione della diversione verso usi militari, che costituisce pertanto la precondizione per la condivisione delle conoscenze in ambito nucleare, l’AIEA è stata investita, in seguito soprattutto alla firma del TNP, di compiti ispettivi esclusivi, diventando, di fatto, il centro nodale del sistema internazionale di misure di monitoraggio (c.d. salvaguardie), atte a verificare l’effettivo rispetto dell’utilizzo esclusivamente civile di tale forma di energia. Nel quadro di specifici accordi sottoscritti con i vari governi, all’AIEA è demandato il compito di verificare il rispetto degli impegni internazionali assunti di non condurre programmi nucleari con fini militari. Il sistema delle salvaguardie è, pertanto, basato sulla valutazione della correttezza e completezza delle dichiarazioni fornite dai vari Stati all’AIEA su tutte le attività dirette e correlate concernenti i materiali nucleari. Alla data odierna più di 145 Stati hanno concluso tali accordi, sottoponendo alla verifica degli ispettori dell’Agenzia tutte le loro attività nucleari. Il TNP ha imposto non solo un generale rafforzamento del sistema di controllo e verifica gestito dall’AIEA, ma ha obbligato ogni paese Parte NNWS a sottoscrivere con la stessa Agenzia un accordo internazionale, con il quale s’impegna a sottoporre ai controlli di salvaguardia tutto il materiale nucleare in suo possesso e a dichiararne i siti di collocazione. Detto controllo dell’AIEA è avvenuto inizialmente mediante uno standard di salvaguardie, stabilite dalla INFCIRC/153 (corretta), operante essenzialmente attraverso il meccanismo della “contabilità” del materiale localizzato nei siti dichiarati ed applicabile, sia alle semplici attività nucleari, sia al complessivo ciclo del combustibile nucleare, vale a dire riferito, sia ai reattori, sia agli impianti di conversione, arricchimento, fabbricazione e riprocessamento (le attività di monitoraggio e verifica si focalizzano in particolare su quei materiali nucleari maggiormente cruciali e rilevanti nella fabbricazione di ordigni nucleari e cioè il plutonio 239, l’uranio 233 e 235 e ogni materiale contenente uno o più di questi). Tale sistema consente il monitoraggio delle quantità di materiali nucleari presenti in un determinato sito e delle variazioni delle stesse nel tempo. Negli anni ‘90, a seguito dei problemi incontrati dall’AIEA nell’applicare il regime delle salvaguardie in alcuni paesi, in particolare l’Iraq (dove, come noto, è stata scoperta l’esistenza di un programma clandestino per lo sviluppo di armi nucleari) e la Repubblica democratica di Corea, diviene evidente che il sistema di garanzie fino ad allora utilizzato presenta notevoli punti deboli (costituiti essenzialmente dall’obbligo dell’AIEA di effettuare le ispezioni solo nei siti dichiarati e soltanto sulla base della contabilità del materiale nucleare e dall’avversione spesso manifestata dagli Stati interessati di consentire le c.d. “ispezioni non dichiarate”) e che si rende necessario dotare l’AIEA di strumenti di controllo che meglio possano garantire l’effettiva capacità della stessa di scoprire materiali nucleari non dichiarati e connesse attività nucleari. In altre parole, diviene chiaro che il sistema delle salvaguardie AIEA deve mirare a fornire, attraverso misure più efficaci (in termini sia di maggiori informazioni fornite dagli Stati, sia di più semplificate procedure di accesso da parte degli ispettori AIEA), non solo assicurazione che il materiale dichiarato non presenti diversioni d’uso verso applicazioni militari, ma che non sussistano attività nucleari non dichiarate. Per rendere ciò effettivo, viene avviato un processo di revisione del sistema di salvaguardie che porta all’elaborazione del cosiddetto Protocollo aggiuntivo (basato sulla INFCIRC/540 (corretta). Detto Protocollo è concepito con l’obiettivo di rendere disponibili all’AIEA le informazioni, ed il diritto di accesso, sull’intero programma nucleare di uno Stato, comprese le installazioni che non trattino o detengano materiali nucleari, ma che dispongano di componenti, anche di natura convenzionale, potenzialmente utilizzabili in fasi critiche del ciclo del combustibile nucleare. In sostanza, esso si basa sul principio secondo cui i controlli non devono più limitarsi ai soli siti dichiarati, superando il consolidato strumento della mera contabilità del materiale nucleare, ma devono invece essere mirati a sviluppare tecniche di carattere induttivo, fondate sulla più ampia possibilità di accesso all’informazione in modo da ottenere, mediante riscontri incrociati, la tempestiva individuazione delle attività proliferanti. Sotto questo ultimo punto di vista, tre sono le novità fondamentali:
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| Copyright 2006 - 2012 Ultimo aggiornamento 28 ottobre 2011 | |||||